Origine degli alimenti: tutto quello che dovete sapere sul Made in Italy e sui codici a barre

La provenienza degli alimenti e la loro tracciabilità è spesso associata alla qualità stessa dei prodotti. Dove-quando-come-perché in poche parole.

Fare la spesa scegliendo in modo consapevole i prodotti in base alla loro origine significa ricercare la qualità che fa la differenza. Non è una scelta dettata solo dal gusto, ma anche dalla possibilità di avere una sicurezza in quello che andremo a mangiare.

Sempre più stiamo dando importanza ai cibi biologici, organici, a km zero.. ma è importante anche fare attenzione alla spesa di tutti i giorni e consumare prodotti sani. Certo, sapere l’origine può non voler dire tutto, ma dopo gli scandali della passata del pomodoro, dell’olio d’oliva e delle carni, sicuramente è un fattore che ci può far propendere sempre più verso prodotti nazionali e quando possibile regionali.

Infatti, se il concetto di origine è diverso da quello di qualità, è anche vero che poter risalire al Paese di origine significa riuscire a sapere a quali norme si è dovuto attenere il produttore di quel prodotto, che appunto variano di Paese in Paese.

Gli scandali

I dati sono inquietanti: 2/3 della carne di maiale è venduta come italiana ma proviene dall’estero, così come 3/4 del latte a lunga conservazione e 1/2 delle mozzarelle. Il famoso scandalo del concentrato di pomodoro, poi, che nel 2015 è arrivato a ben 67milioni di chili d’importazione cinese. Insomma, il falso made in Italy sono tanti e hanno portato ormai il Parlamento europeo a pronunciarsi per fermare questi inganni.

“La posizione del Parlamento europeo – spiega la Coldiretti – invita la Commissione a dare applicazione all’indicazione obbligatoria del Paese d’origine o del luogo di provenienza per tutti i tipi di latte destinati al consumo diretto nonché ai prodotti lattiero-caseari e ai prodotti a base di carne, e a valutare la possibilità di estendere l’indicazione obbligatoria del Paese di origine o del luogo di provenienza ad altri prodotti alimentari mono-ingrediente o con un ingrediente prevalente, elaborando proposte legislative in questi settori.” (www.coldiretti.it)

Nonostante la battaglia di Coldiretti sia iniziata quasi vent’anni fa, i risultati ottenuti non son stati fin’ora soddisfacenti, dato che gran parte della nostra spesa non richiede l’indicazione in etichetta dell’origine (succhi di frutta, pasta, salumi etc.). Tutto ha avuto inizio dall’emergenza della mucca pazza nel 2002 ed è poi continuato sino ad oggi con l’obiettivo di trovare trasparenza in ciò che compriamo. Grazie alla legge 204 dell’agosto 2004 si è aperta una strada importante per la nostra salute.

codice a barre

Codice a barre

Troppe persone confidano nel codice a barre e lo leggono per cercare di decifrare la provenienza. Niente di più sbagliato! Le prime 2-3 cifre del codice a barre, infatti, fanno riferimento solo al Paese in cui ha sede legale il marchio del prodotto, e non al Paese dove l’alimento è stato effettivamente fabbricato. Anche se in alcuni casi coincide, non è detto che il prodotto non sia stato fabbricato all’estero e poi importato in Italia e rivenduto come made in Italy. Oltretutto, nonostante il prodotto può essere fabbricato in Italia, le materie prime possono provenire dall’estero.

Detto questo, se volete avere un’idea, vi riporto la tabella dei codici a barre:

PAESE DA A
USA e Canada 000 139
Francia 300 379
Bulgaria 380
Slovenia 383
Croazia 385
Bosnia Erzegovina 387
Germania 400 440
Giappone 450 459
Russia 460 469
Kirghizistan 470
Taiwan 471
Estonia 474
Lettonia 475
Azerbaijan 476
Lituania 477
Uzbekistan 478
Sri Lanka 479
Filippine 480
Bielorussia 481
Ucraina 482
Moldavia 484
Armenia 485
Georgia 486
Kazakistan 487
Hong Kong 489
Giappone 490 499
Gran Bretagna 500 509
Grecia 520
Libano 528
Cipro 529
Albania 530
Macedonia 531
Malta 535
Irlanda 539
Belgio e 540 549
Portogallo 560
Islanda 569
Danimarca 570 579
Polonia 590
Romania 594
Ungheria 599
Sud Africa 600 601
Bahrain 608
Mauritius 609
Marocco 611
Algeria 613
Kenya 616
Tunisia 619
Siria 621
Egitto 622
Libia 624
Giordania 625
Iran 626
Kuwait 627
Arabia Saudita 628
Emirati Arabi 629
Finlandia 640 649
Cina 690 695
Norvegia 700 709
Israele 729
Svezia 730 739
Guatemala 740
El Salvador 741
Honduras 742
Nicaragua 743
Costa Rica 744
Panama 745
Repubblica Dominicana 746
Messico 750
Canada 754 755
Venezuela 759
Svizzera 760 769
Colombia 770
Uruguay 773
Bolivia 777
Argentina 779
Cile 780
Paraguay 784
Perù 775 785
Ecuador 786
Brasile 789 790
Italia <———— 800 839
Spagna 840 849
Cuba 850
Slovacchia 858
Repubblica Ceca 859
Serbia e 860
Mongolia 865
Corea del 867
Turchia 869
Paesi Bassi 870 879
Corea del 880
Cambogia 884
Thailandia 885
Singapore 888
India 890
Vietnam 893
Indonesia 899
Austria 900 919
Australia 930 939
Nuova Zelanda 940 949
Malesia 955
Macao 958

orto

Il tema oggi: sviluppi e soluzioni

Mass-media ma anche Confindustria, l’Agenzia delle dogane e dei Monopoli e l’Associazione per lo Studio del Diritto Doganale sono sempre più sul pezzo per stipulare le regole per la dicitura Made in Italy e al tempo stesso le sanzioni per chi la utilizza impropriamente. Il 18 novembre scorso è stato realizzato un incontro (qui il programma) per proseguire la discussione sul tema, ma – come tutto – ci vuole tempo per arrivare ai risultati finali.

Il mio consiglio? Se volete essere sicuri della qualità non accontentatevi! Cercare di acquistare direttamente dal produttore il più spesso possibile è ad oggi la soluzione che vedo più funzionale. Sembra difficile, ma basta andare nei paesini o in campagna per trovare abbastanza in fretta qualche contatto per risalire al formaggio prodotto dall’allevatore locale o alle verdure coltivate dal contadino del posto.

Altra soluzione? Per quanto possibile cercate di produrre voi stessi i vostri prodotti! Potete partire dal basso, da prodotti abbastanza semplici come pane e pasta, per poi farvi il vostro orticello con frutta e verdura di stagione. Ne varrà la pena.

photo credit: Piyushgiri Revagar Colourful Corridor via photopin (license)

fonti: coldiretti.it, ideegreen.it

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