Viaggiando per scoprire

Viaggiare da soli è un passo che non tutti sono pronti a compiere, ma una volta trovato il coraggio da la possibilità di scoprire emozioni nuove e crescere incredibilmente. Le migliori esperienze, però, non sono i viaggi di turismo ma i viaggi di lunga durata.

Il più conosciuto è l’Erasmus, il famoso viaggio di studio sponsorizzato dall’università di appartenenza in cui si riceve una borsa di studio per sostenere qualche esame del proprio piano di studi in un’università partner. L’Erasmus è sicuramente un’avventura unica, per molti la prima volta fuori da casa propria, la prima volta in cui si impara a gestirsi da soli sia da un punto di vista pratico che psicologico. Si stringono amicizie facilmente e soprattutto ci si diverte da matti. Ho sempre sostenuto che tutti dovrebbero farlo, perché apre la mente e ti rende reattivo, pronto ad affrontare il mondo – o almeno così ti sembra. La mia esperienza Erasmus è stata indimenticabile e sono felicissima di aver scelto un posto come Barcellona, in cui mi sono sentita a casa. Ma si sa, l’Erasmus è una festa, difficile che non piaccia.

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Ma per me l’Erasmus è stato solo il punto di partenza. Mi è piaciuto talmente tanto che ho capito che non mi bastava, volevo rifarlo e ancora e ancora. Così ho trovato il modo di ripartire altre tre volte, sempre con borse di studio diverse: 2 volte per fare stage (con Erasmus Placement e Globus Placement) e una volta con il Globus Tesi. A differenza dell’Erasmus, che ti rende la vita facile senza che nemmeno tu lo percepisca perché ti inserisce in un network, in una community di altri studenti come te che vengono coccolati da tante persone pronte ad aiutarli, le altre esperienze mi hanno fatto capire che lo spirito di adattamento lo devi trovare dentro di te. Nella vita reale quando vai in un Paese che non è il tuo, soprattutto se è dall’altra parte del mondo, nessuno ti aiuta a cercare casa, ti viene a prendere all’aeroporto e ti fa conoscere tante persone organizzando feste spettacolari. Ma qual è la verità? Che tutto questo non è male! Ti da la chance di metterti in gioco al 100%, di capire che se ce la vuoi fare devi svegliarti, devi essere pronto a rischiare, aperto e socievole per trovare ogni occasione per farti amici, devi essere coraggioso.

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Una volta passati i primi timori iniziali, il Viaggio con la v maiuscola inizia. Dopo esserti ambientato, capisci di essere in un nuovo mondo. Scopri modi di fare nuovi, abitudini che non ti appartengono ma che contestualizzate nel loro ambiente nativo ti sembrano le più naturali del mondo. Capisci che la vita può essere vissuta in molti modi, non è vero che la tua vita è “normale”. Nulla è normale. Tante piccolezze a cui tu non hai nemmeno pensato dandole per scontate non esistono nemmeno. E non parlo dei classici “oddio non hanno il bidet!” ma di posti dove ci sono valori completamente diversi, e le piccole azioni quotidiane sono fatte quasi al contrario. Da noi in Italia, a Natale si sta seduti ore a tavola perché il pasto è fondamentale, in Messico? Si mangia in mezz’ora e poi si passa la serata a ballare – amici e famiglia insieme – musica ranchera, fandango, mariachi e così via. Un altro esempio? Il giorno dei morti si passa in allegria, seduti sulle tombe dei propri cari mangiando e ridendo.

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Capisci che la vita è davvero semplice, che tutte le sovrastrutture mentali che ci facciamo noi non sono preimpostate né obbligatorie. Per divertirsi basta la compagnia di amici sinceri. Ho percepito davvero la purezza del mondo. La famiglia è un bene prezioso, che bisogna mettere in primo piano. Poi, gli amici, senza i quali non si passa nemmeno mezza giornata. Conta la presenza fisica e la fiducia reciproca, dimostrata di continuo. Poi, si ride tanto, si scherza a dismisura. E qual è la verità? La realtà è che in alcuni casi si può anche essere poveri, con ben pochi beni materiali, ma ci si fa bastare ciò che si ha e si vive ancora più  sereni. Consiglio a tutti di prendere spunto e provare a dimenticare lo stress dei propri impegni quotidiani, la vita in fondo è una, proviamo a godercela in modo più naturale.

Oltre a questo – che sì, può sembrare banale ma è reale – ho fatto davvero conoscenza con me stessa. Ma di ciò ne parleremo la prossima volta 🙂

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2 pensieri su “Viaggiando per scoprire

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